Notifica della cartella esattoriale e degli atti destinati al contribuente

Notifica della cartella esattoriale e degli atti destinati al contribuente

Fondamentale, quanto complesso è il tema della notifica, tema spinoso oggetto di orientamenti “ballerini” della Corte Suprema e delle corti di merito, ma anche spazio in cui muoversi – con più o meno destrezza – per la difesa dei diritti del cittadino/contribuente.

Essenziale è comprendere che, anche qualora Equitalia riuscisse a provare la notifica delle cartelle esattoriale, non tutto è perduto, in quanto, la notifica deve essere stata ottemperata ai sensi dell’art. 26 d.p.r. 602/1973, il quale prescrive che la notifica della cartella di pagamento e di tutti gli atti dell’esecuzione (ipoteca, fermo amministrativo ecc.) deve essere effettuata, tassativamente, soltanto dai seguenti soggetti: a)-ufficiali della riscossione; b)-soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge, in base ad un documento ufficiale, precedente alla notifica, con data certa; c)-messi comunali, previa convenzione tra  comune e concessionario, in base ad un documento ufficiale, precedente alle notifiche, con data certa; d)  agenti della Polizia Municipale. La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, nella nota sentenza n. 909/05/09 del 23/10/2009, ha affermato che: mentre il primo  comma dell’art.26 del DPR 602/73 si limita ad individuare, con una elencazione tassativa, i soggetti legittimati alla esecuzione della notifica, il secondo comma indica un modo attraverso il quale i soggetti di cui al primo comma possono eseguirla. In pratica, pur rimanendo fermi i soggetti autorizzati, questi a loro volta, invece che direttamente, possono ricorrere all’ausilio del servizio postale per la notifica degli atti. Ne consegue che l’agente per la riscossione, quale, appunto Equitalia Sud Spa, non può ricorrere alla notifica diretta  dei propri atti, ma deve necessariamente, in virtù del disposto legislativo, effettuare tali notifiche attraverso i soggetti menzionati nel primo comma del citato articolo 26 DPR 602/73. Questi soggetti, e soltanto essi, possono usufruire del servizio postale. Nel caso di specie, però, nulla si sa né della qualifica, né della identità del soggetto che avrebbe effettuato la notifica delle cartelle di pagamento opposte, e, in particolare se questo ultimo, una volta identificato nella sua qualità,  ne rivesta o meno la specifica qualifica,  così come richiesta dalla legge. “In caso contrario le ancora ipotetiche notifiche, necessariamente dovranno  essere  considerate giuridicamente inesistenti , con conseguente impossibilità di sanatoria in quanto  eseguita da un soggetto non identificabile” (Cassazione n.2635 del 20/03/1999). Ebbene, inoltre specificare che la relata di notifica è da espletarsi anche in caso di notifica dell’atto effettuata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, ai sensi dell’art.26 del DPR n.602/73. Difatti, il primo comma del testé menzionato art.26 individua i soggetti abilitati alla notificazione della cartella e sancisce la possibilità di notifica anche a mezzo del servizio postale con raccomandata con avviso di ricevimento. L’ultimo comma del predetto articolo statuisce che “per quanto non è regolato dal presente articolo si applicano le disposizioni dell’art. 60 del medesimo DPR” . A sua volta tale ultima disposizione stabilisce in via generale che “la notificazione degli avvisi e degli altri atti, che per legge devono essere notificati al contribuente, è eseguita secondo le norme stabilite dagli art. 137 e ss. del Codice di procedura civile“, senza quindi distinguere tra notifiche effettuate a mani dall’ufficiale giudiziario o dal messo notificatore e notifiche eseguite mediante il servizio postale. Ne deriva che tutte le notifiche effettuate nei confronti del contribuente, con qualsiasi mezzo, soggiacciono alle regole generali dei cui agli artt. 137 e ss. C.p.c., ivi compresa la norma di cui al combinato disposto degli artt. 149 C.p.c. e della legge 20 Novembre 1982 n. 890, che sancisce la necessaria compilazione della relazione di notifica sull’originale e sulla copia (Trib. di Rossano, Sent. n. 20/2008 del 08.01.2008). Del resto, tale adempimento non costituisce una pura formalità, in quanto è nella relata che viene certificata l’esatta corrispondenza tra l’originale e la copia notificata, e tra l’altro la Giurisprudenza, in diverse occasioni, ha sancito la necessaria compilazione della relata, in caso di notifica a mezzo posta (Commissione tributaria centrale,  Sent. n. 385/03; Commissione Provinciale di Salerno, Sez. XV, Sent. n. 291/15/03; Commissione Tributaria di Torino, Sez. XIV, Sent. 13/14/03).  L’agente postale deve far sottoscrivere dal ricevente l’avviso di ricevimento e il registro cronologico, facendo menzione, in caso di consegna a persona diversa dal destinatario, della qualifica del consegnatario. In materia di notificazione, quindi, costituisce principio fondamentale quello dell’attribuzione della potestà notificatoria all’ufficiale notificante e ciò al fine del regolare il legittimo esercizio dell’attività di notificazione degli atti, posti in essere dall’amministrazione finanziaria o da altri enti creditori e del contestuale obbligo di questo soggetto, che ne è autore, di procurare la presa di conoscenza dell’atto, oggetto di notifica al destinatario. Pertanto, alla luce dell’attuale normativa e di quanto innanzi esposto, si possono trarre le seguenti conclusioni:

-La cartella esattoriale e gli atti della riscossione non possono mai essere notificati direttamente dall’agente della riscossione attraverso la modalità della spedizione a mezzo il servizio postale con raccomandata con ricevuta di ritorno, essendo sempre necessario l’intervento dei soggetti tassativamente previsti ed abilitati dall’art. 26,  comma 1° , del DPR n. 602/73; -Con la suddetta nuova formulazione dell’art. 26 cit., il legislatore, già a far data dal 01.07.1999, non ha più previsto una specifica ed autonoma forma di notifica a mezzo posta delle cartelle esattoriali; infatti, nel caso di specie, bisogna tassativamente rispettare gli artt. 149 C.p.c., 26, comma 1°, DPR n. 602/73, 60 DPR n. 600/73 e 3 L. n. 890/92.

-Non c’è alcuna alternativa tra la notificazione con le modalità ordinarie e quella tramite raccomandata con avviso di ricevimento. La mancanza di una relata di notifica (elemento oggettivo) può comportare anche la nullità dell’intera procedura, mentre la mancanza dell’elemento soggettivo ne determina sempre l’inesistenza, mai sanabile, come opportunamente deciso dai giudici di legittimità e di merito. A sostegno di quanto innanzi specificato , vi è la recente sentenza emanata dalla Commissione Tributaria Regionale Lombardia – Sez. XXII  del 15.04.2014…….Questo collegio ritiene che la relata di notifica, prevista come momento fondamentale nell’ambito del procedimento di notificazione sia dai codici di rito che dalla normativa speciale e non, è integralmente surrogabile dall’attività dell’ufficiale postale, sicché la sua mancanza, anche nella notificazione a mezzo del servizio postale, non può essere ritenuta una mera irregolarità, nella specie deve escludersi che la nullità della notificazione possa esser sanata dal tempestivo ricorso proposto dal contribuente. La mancata compilazione della relata in violazione dell’art. 148 C.p.c., determina non la semplice nullità della notifica, bensì la giuridica inesistenza della stessa patologia, non sanabile in senso assoluto. La notifica oltre ad essere disciplinata dagli art. 148 e 149  del CPC e dal principio base della notifica degli atti impositivi contenuto dalla lettera e) dell’art. 60 del DPR 600/73  e anche disciplinata dalla Legge n. 890/82 per le notificazioni di atti a mezzo posta“. Ciò emerge anche da alcune recenti sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce e della Commissione Tributaria Regionale di Milano (Sent. CTP di Lecce n. 436/02/10 e Sent. CTR di Milano n. 61/22/10), secondo le quali risulta addirittura inesistente la notifica della cartella inviata a mezzo posta direttamente dai dipendenti di Equitalia e senza l’ausilio dei soggetti puntualmente individuati dalla legge (art. 26, comma 1, DPR n. 602/73), ossia: – gli Ufficiali della riscossione; – gli Agenti della Polizia Municipale; – i Messi Comunali, previa convenzione tra Comune e Concessionario; – altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge. D’altronde, secondo i giudici della Commissione Tributaria Regionale di Milano “Lo scopo della notifica dell’atto ha natura sostanziale e non processuale e viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica dell’atto nel domicilio fiscale o reale del contribuente…”. Viene ritenuta, dunque, sempre fondamentale la compilazione della relata di notifica da parte dell’agente notificatore, anche in caso di notifica a mezzo posta. Proprio in merito a ciò, i Giudici di Milano chiariscono che “La relata di notifica è prevista come momento fondamentale nell’ambito del procedimento di notificazione … e non è integralmente surrogabile dall’attività dell’ufficiale postale, sicchè la sua mancanza … non può essere ritenuta una mera irregolarità”. Infatti, continuano i Giudici, “La mancata compilazione della relata determina … non la semplice nullità della notifica, bensì la giuridica inesistenza della stessa, patologia non sanabile in senso assoluto”. La Commissione, infine, conclude rifiutando l’ipotesi del Concessionario di sanatoria dell’atto per raggiungimento dello scopo (un po’ come dire, anche se la cartella è stata inviata illegittimamente alla fine tutto si è sanato), in quanto si chiarisce che ciò non vale per gli atti giuridicamente inesistenti – come in questo caso – ma al massimo per quelli nulli. Alla luce di quanto illustrato, dunque, appare irrinunciabile per Equitalia il rispetto della seguente procedura per poter effettuare la notifica delle cartelle a mezzo posta: A) l’Ufficiale della riscossione (o gli altri soggetti previsti dall’art. 26, comma 1, del DPR n. 602/73) riceve la cartella da Equitalia e compila la relata di notifica, indicando l’ufficio postale da cui parte l’atto e apponendo la propria firma; B) l’Agente postale consegna la cartella ai legittimi destinatari (ossia ai soggetti indicati dall’art. 26, comma 2, DPR n. 602/73). A sostegno di tale procedura è bene annoverare anche quanto dettato dalla sezione V° della Commissione Tributaria Regionale di Milano (sent. n. 141 del 17/12/2009), la quale ha sostenuto che “laddove la legge (riferendosi esplicitamente all’art. 26 del DPR n. 602/73) parla di NOTIFICAZIONE di un atto, anche a mezzo posta, la legge stessa intende riferirsi ad una trasmissione dell’atto effettuata non direttamente, MA TRAMITE L’INTERMEDIAZIONE DI UN SOGGETTO ALL’UOPO SPECIFICAMENTE ABILITATO, che assume valore essenziale ai fini del riscontro o meno della fattispecie notificatoria, comportante l’essenzialità della relata di notificazione … Per contro, quando la legge abbia consentito che la trasmissione per posta avvenga senza il tramite di un soggetto abilitato, ha specificamente parlato di invio per posta dell’atto, direttamente fatto dall’autore dello stesso al suo destinatario, nel qual caso non vi è luogo a relata di notifica, come espressamente previsto dall’art. 16, comma 3 del D.lgs. n. 546/92 e dall’art. 14, parte prima, della legge n. 890/1982”. Appare evidente, alla luce di quanto innanzi dedotto, come la mancanza della redazione di notificazione rappresenti sempre una gravissima ed abnorme difformità rispetto al modello legale di notificazione previsto e preteso dal legislatore ( CTP di Parma  n. 53 del 15.06.2011. “La Sezione n. 7 della CTP di Parma ha disposto la giuridica inesistenza di una cartella spedita direttamente dal concessionario senza aver compilato la relata di notifica. Ha precisato inoltre la non applicabilità al caso di specie della sanatoria di cui all’art. 156 c.p.c. essendo la cartella atto sostanziale e comportando la relata bianca giuridica inesistenza della stessa.“ In merito, inoltre, alla giuridica inesistenza della notifica se l’atto è spedito direttamente dal concessionario per la riscossione (legge 890/1982, art. 26 del DPR n. 602/1973 e successive modifiche apportate dall’art. 12 comma 1° del D. Lgs n. 46/1999 e dall’art. 12 comma 1° del D. Lgs n. 193/2001) vedasi quanto disposto con sentenze dalla: Corte di Cassazione Sez. Unite, Sent. n. 20440 del 21.09.2006; CTP Parma, Sez. VII , Sent. n. 53 del 15.06.2011; CTP Genova, Sez. X, Sent. n. 148 del 20.04.2011; CTP Parma, Sez. IX, Sent. n. 46 del 19.04.2011; CTP Taranto, Sez. V, Sent. n. 470 del 15.04.2011; CTP Parma, Sez. IV, Sent. n. 24 del 10.03.2011; CTR Lombardia, Sez. XXII, Sent. n. 61 del 25.05.2010; CTR Lombardia, Sez. V, Sent. n. 141 del 17.12.2009.